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 Arturo Brachetti,l'illusione che diventa sogno
La Nuova Metropoli   Giovedì, 21 Ottobre 2004 00:00
 
TORINO - "L' uomo dai 1000 sogni", lo spettacolo messo in scena da Arturo Brachetti al Teatro Alfieri, non è un'esibizione di magia o trasformismo: è poesia in movimento. La vera magia è la capacità di far entrare il pubblico in un sogno e trasformarlo in emozione comune. Gli occhi degli spettatori, in maggioranza adulti, hanno perso il filtro della razionalità: uno spettacolo unico, ottanta personaggi in cento minuti. Gli applausi spontanei, hanno cadenzano i rapidissimi cambi di costume, le magnifiche scenografie, la coinvolgente colonna sonora. A fine spettacolo, quasi a recuperare un po' di logica, i commenti generali si dilungavano sulla perfetta sincronia, sulla professionalità del grande trasformista, sul costo dei suoi costumi: discorsi da adulti, insomma, eppure tutti avrebbero voluto ancora un po' Brachetti sul palco per continuare a sognare. Due settimane, tanto è durata la permanenza di Arturo Brachetti, nella sua Torino, due settimane di spettacoli che ogni sera hanno visto il "tutto esaurito" all'Alfieri, un teatro da 1500 posti. Un successo, ma Brachetta è abituato ai grandi numeri, i suoi spetta coli negli Stati Uniti e in Canada sono stati visti da più di un milione di persone, a Parigi in due anni trecento mila persone l'anno applaudito. II successo non l'ha cambiato, a fine spettacolo è gentile e disponibile con tutti, firma autografi, chiacchiera e sorride. Com'è iniziato tutto questo?: «A undici anni sono entrato in semino rio, ho conosciuto un sacerdote, un salesiano don Silvio Mantelli (Mago Sales), mi ha insegnato i primi rudimenti della magia e mi ha fotto capire la mia vera vocazione. Ho poi avuto lo fortuna di conoscere Erminio Macario, che aveva conosciuto Fregoli e do li è iniziata lo passione per il trasformismo. Facevo lo scuola di scenografia e avevo messo su uno spettacolo con sei cambi di costumi ma, erano carissimi e per pagarli, facevo qualsiasi tipo di lavoro, il cameriere, il lavapiatti insomma, tutto andava bene». Com'è arrivato a Parigi? «Sono andato in vacanza. Ero ospite di un amico che conoscevo un impresario, un giorno mi presento e questi dice che l'indomani volevo vedere il mio numero. Non avevo nullo con me, sono rientrato o Torino e il giorno dopo ero all'audizione, il mio numero è piaciuto e do quel giorno è iniziato tutto». Dopo Torino, quali sono i suoi programmi? «A fine mese rientro o Parigi, dal 26 ottobre all'8 gennaio sono al teatro Mogoda poi uno lungo tour neé fra lo Francia e lo Svizzero, per chi vuole venirmi o vedere le dote e i luoghi sono disponibili sul mio sito www.bro-chetti.com anche i biglietti possono essere acquistati on-line. Sono contento quando i torinesi vengono o vedermi all'estero, è un po' come essere o casa».

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